Nautilus Room

Nautilus Room è stato il primo progetto affrontato in gruppo ed ha portato alla consapevolezza di voler creare quella che oggi è l’Associazione 360atelier.
Realizzato per il concorso di idee indetto da “Archistart”, seppur piuttosto acerbo come lavoro di squadra, rappresenta una pietra miliare di 360atelier ed è stato di ispirazione per i lavori che si sono susseguiti: i progetti che portiamo avanti, difatti, partono quasi tutti da un A1 bianco posto al centro del tavolo di lavoro, esattamente come quello che ha portato alla progettazione della Nautilus Room.

La “Nautilus Room” nasce da un processo compositivo che trova le sue origini nella natura. Essa si ispira alla pseudo costellazione terrestre dell’Isola d’Elba, luogo del nostro intervento. La struttura dell’isola infatti richiama la figura di un pesce stilizzato, ovvero un organismo biologico che, attraverso il suo scheletro e la sua pelle, può essere un esempio progettuale in architettura. Per completare l’inserimento organico della Floating Room è stato scelto come tema progettuale la conchiglia, in latino appunto nautilus. La conchiglia appartiene alla phyla dei molluschi e si connota, come la maggior parte di questi, di una struttura esterna grezza e dura, una pelle difensiva che racchiude un soffice volume fertile per la vita, cella abitativa. Attraverso lo studio della geometria e delle forme, il nostro modulo è la spirale aurea presente nella nautilus. Estrudendo la curva aurea, presente nelle valve delle conchiglie otteniamo dei setti curvilinei, come bracci galleggianti ispirati alle canoe polinesiane, che agganciati alla cella abitativa divengono pelle difensiva. Mediante questa operazione lo spazio interno viene svuotato producendo così un ambiente caldo, viscerale e dunque a misura d’uomo. Tagliando nel centro il nucleo in una porzione fra due setti e progettando la linea di galleggiamento della Floating Room esattamente a metà del quadro vitreo, si ottiene una panoramica verticale nella quale un vetro connette l’osservatore con la realtà adiacente marina e terrestre. Manipolando lo spazio interno con pareti mistilinee vengono ricavate una sauna, un box doccia e un servizio igienico accessibile a tutti. Opportuni cavedi sotto il piano di calpestio offrono spazio a vani tecnici per sauna, pedana mobile, trattamento dell’aria e cassoni di galleggiamento. L’ingresso all’organismo avviene attraverso una pedana mobile, posta poco sopra al livello dell’acqua, che introduce il visitatore al fulcro in parquet ed a un inaspettato cannocchiale prospettico, dato anche dai setti che esternamente continuano il cannocchiale, dall’ingresso alla vetrata. Finestra, quadro e schermo, sul paesaggio circostante, cercano di concatenare una composizione architettonica e la tecnica delle costruzioni, tutto all’insegna della chiarezza e della semplicità di un complesso organismo abitativo galleggiante. La Natura attraverso il manufatto umano.

360atelier
Vicolo Santa Maria Maggiore
N° 1 – 50123 Firenze FI
Ingresso ZAP-Quinoa Corte interna, lato sinistro ITA

C.F.  92104990483
Sede legale Viale Vittorio Veneto 80, Prato

Pubblicato da 360 atelier APS

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